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Il Centro Studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia meridionale “Giovanni Previtali”
Il 23 marzo del 2003, si è costituituta l'Associazione "Centro di studi sulla civiltà artistica dell'Italia meridionale in età moderna Giovanni Previtali" intitolata alla memoria di un illustre docente scomparso dell'Università Federico II di Napoli. Tale Associazione non ha scopo di lucro ma persegue esclusivamente finalità di ricerca, conoscenza e valorizzazione dei beni storico artistici e culturali dell'Italia meridionale in età moderna, da perseguirsi attraverso ricerche, pubblicazioni, mostre, convegni, borse di studio, stages, seminari, cicli di lezioni, corsi di formazione. All'Associazione aderiscono docenti delle varie Università meridionali che si sono occupati o si occupano di arte meridionale. Ne è presidente il prof. Francesco Abbate, uno dei massimi studiosi della storia dell'arte meridionale. I soci del Centro sono attualmente oltre Trecento. Ne "fanno parte studiosi dell'intera Italia meridionale, dall'Abruzzo alla Sicilia e alla Sardegna: docenti universitari, soprintendenti, direttori di musei, funzionari di Soprintendenza, insegnanti delle scuole superiori, dottori e dottorandi di ricerca, singoli studiosi, amatori, collezionisti. Tutti impegnati in un progetto, forse ambizioso, ma che ci è sembrato, unanimemente, importante per la cultura storico-artistica meridionale e degno quindi di essere portato avanti con ogni sforzo: riunire, intanto, per quanto possibile (coinvolgendo dunque tutti coloro che vogliano condividere con noi questo cammino) le energie sparse e spesso scollegate tra loro dei tanti studiosi che lavorano alla conoscenza, alla valorizzazione, alla salvaguardia dell'immenso patrimonio della civiltà artistica meridionale […] nonché contribuire a formare nuove generazioni di studiosi, destinati a ricevere, un giorno, questo nostro testimone. Vogliamo, dunque, mettere a disposizione della cultura meridionale, delle sue organizzazioni istituzionali, associative e di volontariato, e delle istituzioni stesse (regioni, province, comuni) una voce forte, non univoca o omologata, ma articolata e variegata e che sappia parlare con unità di intenti e chiarezza progettuale.
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